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sabato, Ottobre 31, 2026
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Trenitalia elimina i carnet smart: rincari fino al 211%

Addio ai carnet smart di Trenitalia: cosa cambia per i pendolari dell’Alta velocità

Da novembre 2026 i carnet smart da 10 viaggi dell’Alta velocità di Trenitalia, utilizzabili dal lunedì al venerdì, non saranno più disponibili per l’acquisto. Una decisione che rischia di pesare in modo significativo sulle tasche di chi si sposta regolarmente per lavoro tra le principali città italiane.

I carnet già acquistati entro il 31 ottobre 2026 potranno essere utilizzati fino alla loro naturale scadenza, ma per qualsiasi acquisto successivo i pendolari dovranno fare i conti con condizioni economiche ben diverse.

Rincari fino al 211%: le stime di Federconsumatori

A lanciare l’allarme è Federconsumatori, che ha analizzato l’impatto della decisione sui viaggiatori abituali. Secondo le simulazioni dell’associazione, riferite ai biglietti di seconda classe standard, i rincari per un carnet da 10 viaggi valido dal lunedì alla domenica sarebbero i seguenti:

  • Milano-Torino: aumento del 133%
  • Napoli-Roma: aumento del 211%
  • Bologna-Firenze: aumento dell’88%

Il caso più pesante riguarda la tratta Roma-Napoli: secondo Federconsumatori, per un pendolare che utilizza un carnet al mese, l’aggravio annuo può arrivare fino a 3.516 euro.

Chi sono i più colpiti?

Giovanna Capuzzo, Vicepresidente di Federconsumatori, intervistata dal Salvagente, spiega che in pochi giorni l’associazione ha ricevuto centinaia di segnalazioni, provenienti soprattutto da cittadini di Piemonte, Campania e Toscana, che per lavoro si spostano nelle regioni vicine.

Si tratta principalmente di lavoratori in modalità ibrida, con un obbligo di presenza fisica una o due volte a settimana: «Per loro il carnet smart rappresentava una soluzione ottimale», dichiara Capuzzo. «Era stato pensato proprio per questi casi e non veniva concesso per tutte le tratte ma solo per quelle menzionate».

La motivazione di Trenitalia e la richiesta di un tavolo urgente

Secondo quanto riferito da Federconsumatori, Trenitalia avrebbe spiegato che il carnet smart era stato introdotto durante la pandemia e che oggi, venute meno quelle condizioni, sarebbe «fortemente antieconomica» per l’azienda. La notizia, tuttavia, sarebbe stata comunicata con meno di due settimane di anticipo rispetto all’abolizione, lasciando poco tempo ai pendolari per organizzarsi.

Federconsumatori sottolinea che al momento l’unica alternativa ai singoli biglietti è l’abbonamento mensile, che risulterebbe però molto più costoso. L’associazione ha già scritto a Trenitalia chiedendo un incontro urgente e, alla data dell’articolo pubblicato dal Salvagente, non aveva ricevuto risposta né dall’azienda né dal Ministero dei Trasporti.

Un settore sotto pressione: qualità del servizio e aumenti

Federconsumatori inserisce questa vicenda in un quadro più ampio di criticità del trasporto ferroviario. L’associazione denuncia: «Ci troviamo di fronte a un paradosso proprio in un momento di difficoltà e non comprendiamo per nulla le politiche di Trenitalia. A fronte dei maggiori costi, non ci sarebbero miglioramenti del servizio, ma persistenti ritardi, disagi e disservizi».

Secondo il monitoraggio citato dall’associazione, nell’arco di nove mesi il servizio avrebbe funzionato regolarmente, ogni mese, soltanto per sette giorni su trenta; negli altri 23 si sarebbero verificati disagi di diversa entità su almeno una tratta.

Cosa può fare il pendolare colpito da questi aumenti?

Se sei tra i viaggiatori abituali interessati da questa modifica, ecco alcune azioni che puoi valutare:

  1. Documenta le spese aggiuntive rispetto a quanto pagavi con il carnet smart: conserva ricevute e confronti di prezzo.
  2. Segnala il disservizio a un’associazione dei consumatori, come gli sportelli territoriali di Federconsumatori, per contribuire a una raccolta dati organizzata e sostenere le richieste di confronto con Trenitalia.
  3. Valuta le alternative disponibili, come l’abbonamento mensile, verificando attentamente i costi rispetto alla frequenza dei tuoi spostamenti.
  4. Tieni d’occhio eventuali comunicazioni da parte di Trenitalia su nuove formule tariffarie, che potrebbero essere introdotte a seguito del confronto richiesto dall’associazione.

Per Federconsumatori, aumenti di questa portata rischiano di compromettere il diritto alla mobilità di chi sceglie il treno per gli spostamenti di lavoro. La partita è ancora aperta: l’associazione spinge per la reintroduzione del carnet smart o per l’introduzione di formule alternative più sostenibili.

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