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martedì, Settembre 22, 2026
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Carbone ai massimi storici: cosa cambia in bolletta

Il mercato globale dell’energia è di nuovo sotto pressione, e questa volta il protagonista è il carbone. Secondo il Coal Mid-Year Update 2026 pubblicato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), nel 2026 i consumi mondiali di carbone aumenteranno dell’1,2%, raggiungendo il nuovo massimo storico di circa 8,9 miliardi di tonnellate. Solo pochi mesi fa, nel rapporto di dicembre 2025, la stessa agenzia prevedeva una lieve diminuzione. Come mai questo cambiamento di rotta? E soprattutto, cosa significa per chi paga una bolletta in Italia?

La crisi in Medio Oriente spinge i prezzi del gas

Secondo QualEnergia.it, che riporta l’analisi della IEA a firma di Massimiliano Cassano, il fattore scatenante è la crisi in Medio Oriente. Le tensioni intorno allo Stretto di Hormuz hanno ridotto le spedizioni di gas naturale liquefatto (GNL) attraverso quella rotta, facendo salire i prezzi del gas sui mercati internazionali. Nei sistemi elettrici dove esistono sia centrali a gas sia impianti a carbone non pienamente sfruttati, questo ha innescato un fenomeno noto come gas-to-coal switching: produrre elettricità bruciando carbone è tornato più conveniente rispetto al gas, almeno in certi contesti.

In Europa, e in particolare in Paesi come Germania e Polonia, la IEA segnala che il calo della domanda di carbone sarà meno marcato del previsto proprio per questo motivo. Anche negli Stati Uniti, dopo un balzo di oltre il 9,5% nel 2025, la flessione attesa per il 2026 è più lenta del previsto, complice il rinvio della chiusura di alcune centrali a carbone.

Perché questo riguarda la bolletta del cittadino italiano

Il collegamento tra dinamiche globali del carbone e la bolletta domestica non è immediato, ma esiste. Ecco i passaggi chiave:

  • Il prezzo del gas influenza la bolletta del gas: le tensioni geopolitiche che riducono i flussi di GNL alzano le quotazioni internazionali del gas naturale, che si riflettono — con tempi diversi — sui prezzi al dettaglio.
  • Il mix elettrico incide sul costo dell’elettricità: nei mercati europei interconnessi, un maggiore ricorso al carbone nei Paesi vicini può influenzare i prezzi all’ingrosso dell’elettricità, che a loro volta si trasmettono sulle tariffe.
  • ARERA aggiorna le tariffe ogni trimestre: in Italia, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente rivede periodicamente le condizioni economiche del mercato tutelato e le componenti di costo che incidono sulle bollette. L’andamento dei mercati internazionali è uno dei fattori considerati.

Il quadro globale: Cina, India e il futuro del carbone

Secondo la IEA, la Cina ha consumato nel 2025 circa 4,9 miliardi di tonnellate di carbone, oltre il 56% del totale mondiale. Nel 2026 la domanda cinese dovrebbe crescere ancora dell’1%, sostenuta dalla crescita dei consumi elettrici e dai prezzi più alti del GNL. L’India, invece, dopo un calo temporaneo nel 2025, dovrebbe tornare su una traiettoria di crescita del 4,2%.

Nell’Unione Europea, al contrario, prosegue il declino strutturale: la domanda di carbone dovrebbe scendere a 276 milioni di tonnellate nel 2026. Un segnale positivo in chiave di transizione energetica, anche se il rallentamento rispetto alle previsioni precedenti mostra quanto la situazione geopolitica possa condizionare anche i percorsi di decarbonizzazione.

Un monito anche sul clima

La notizia sui consumi record di carbone si inserisce in un contesto climatico preoccupante. Uno studio pubblicato su Environmental Research Letters il 10 settembre 2026 ha quantificato quattro meccanismi naturali di feedback — scongelamento del permafrost, zone umide, acque interne e incendi — che, con l’aumento delle temperature, rilasciano a loro volta CO₂ e metano, amplificando ulteriormente il riscaldamento. Secondo gli autori, questi fenomeni potrebbero aggiungere fino a 0,4 °C entro fine secolo negli scenari con emissioni più elevate, e sono ancora in larga parte assenti dai modelli di previsione climatica più diffusi.

Lo stesso studio, tuttavia, sottolinea che l’entità di questi effetti non è predeterminata: ridurre rapidamente le emissioni da combustibili fossili limita anche l’attivazione di questi meccanismi naturali.

Cosa può fare il consumatore

In un contesto di mercato volatile, i cittadini possono adottare alcune precauzioni concrete:

  • Verificare il proprio contratto: chi è nel mercato libero con un prezzo indicizzato alle quotazioni internazionali può valutare se passare a un’offerta a prezzo fisso, qualora disponibile sul mercato.
  • Controllare il diritto al bonus sociale: le agevolazioni sulle bollette di luce e gas spettano a chi ha un ISEE entro le soglie previste, e vengono applicate automaticamente dal proprio fornitore. Vale sempre la pena verificare di essere in regola con la domanda.
  • Monitorare le comunicazioni di ARERA: l’Autorità pubblica aggiornamenti periodici sull’andamento delle tariffe. Restare informati permette di capire in anticipo le variazioni in bolletta.
  • In caso di anomalie in bolletta: è sempre possibile presentare un reclamo scritto al proprio fornitore e, se la risposta non è soddisfacente, attivare la procedura di conciliazione presso lo Sportello del Consumatore di ARERA.

La situazione sui mercati energetici globali resta incerta. Come ricorda la IEA, se nel 2027 i flussi di GNL attraverso Hormuz torneranno verso i livelli precedenti al conflitto, i prezzi del gas potrebbero ridiscendere, allentando la pressione sul carbone. Ma per ora, il trend è in salita.

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