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sabato, Ottobre 24, 2026
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Solare ed eolico battono il gas: i nuovi dati sui costi

Produrre energia dal sole o dal vento costa ancora meno che costruire e far girare una nuova centrale a gas. Lo confermano i dati aggiornati al 2026 sul costo livellato dell’energia (LCOE, Levelized Cost of Energy), un indicatore che misura il costo complessivo di produzione di un kilowattora lungo l’intera vita di un impianto, dall’investimento iniziale alle spese operative.

Cosa dice il rapporto Lazard

Secondo un’analisi citata da Lorenzo Vallecchi su QualEnergia.it e basata sui dati elaborati da Lazard, il costo livellato dell’energia è tornato a salire nel 2026, ma senza modificare la graduatoria competitiva tra le diverse fonti di generazione elettrica.

I numeri parlano chiaro:

  • Il fotovoltaico di scala utility (grandi impianti industriali) si colloca tra 40 e 98 dollari per megawattora.
  • L’eolico terrestre si posiziona tra 37 e 99 dollari per megawattora.
  • Un nuovo ciclo combinato a gas costa invece tra 51 e 129 dollari per megawattora.

In altri termini, il valore minimo e quello mediano delle rinnovabili rimangono al di sotto del range di costo del gas, che risulta sia più costoso nella fascia alta sia meno competitivo nella parte centrale della distribuzione.

Perché questa notizia riguarda anche la bolletta

Potrebbe sembrare un dato tecnico lontano dalla vita quotidiana, ma il costo di produzione dell’energia ha un impatto diretto — seppur indiretto e mediato — su ciò che i cittadini pagano ogni mese in bolletta.

In Italia, una parte rilevante del prezzo dell’elettricità dipende dal costo marginale di produzione, che nelle ore di punta è ancora spesso determinato dagli impianti a gas. Quando il gas è caro, il prezzo dell’elettricità sul mercato all’ingrosso tende a salire, trascinando con sé le tariffe al dettaglio — sia nel mercato tutelato che in quello libero.

Il fatto che le rinnovabili siano strutturalmente più economiche da costruire e gestire rispetto alle centrali a gas è una buona notizia per il lungo periodo: una quota crescente di energia prodotta a basso costo tende a calmierare i prezzi medi sul mercato elettrico, riducendo la dipendenza da una materia prima volatile come il gas naturale.

Il rincaro del 2026: cosa è cambiato

Il rapporto segnala che nel 2026 il costo livellato è tornato a crescere rispetto agli anni precedenti. Le cause possono essere diverse: aumento dei costi di finanziamento legato ai tassi d’interesse più alti, rincaro di alcuni materiali e componenti, o maggiori costi di connessione alla rete. Questo non significa che le rinnovabili abbiano perso il loro vantaggio competitivo, ma che il percorso di riduzione dei costi non è lineare e può subire inversioni temporanee.

Cosa può fare il cittadino

La dinamica dei mercati energetici globali non è direttamente controllabile dai singoli consumatori, ma ci sono alcune azioni che possono aiutare a gestire meglio la propria spesa energetica:

  • Verificare se si ha diritto al bonus sociale per luce e gas, un’agevolazione che riduce la bolletta per le famiglie con ISEE basso o in condizioni di disagio.
  • Confrontare le offerte nel mercato libero, tenendo conto non solo del prezzo ma anche delle condizioni contrattuali.
  • Monitorare i consumi attraverso il contatore intelligente o l’app del proprio fornitore, per individuare sprechi e ottimizzare le abitudini domestiche.
  • In caso di problemi con il contratto o la fatturazione, è sempre possibile presentare un reclamo scritto al proprio fornitore e, se non si ottiene risposta soddisfacente, attivare la procedura di conciliazione presso il Servizio Conciliazione dell’ARERA.

Seguire l’evoluzione del mercato energetico, anche attraverso indicatori come il LCOE, aiuta a capire in quale direzione si muovono i prezzi e a fare scelte più consapevoli sulla propria fornitura.

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