Il prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso in Italia ha toccato livelli preoccupanti nell’estate 2026, con picchi fino a 213 €/MWh nell’ultima decade di settembre. A spiegare le cause e le possibili soluzioni è stato il presidente di ARERA, Nicola Dell’Acqua, nel corso di un’audizione alla commissione Attività produttive della Camera. Secondo quanto riportato da QualEnergia.it, la strada maestra per stabilizzare i prezzi nel lungo periodo è una sola: accelerare l’integrazione delle fonti rinnovabili e dei sistemi di accumulo nel sistema elettrico italiano.
Perché le bollette salgono: il peso del gas
Il problema di fondo, come ha sottolineato Dell’Acqua in audizione, è la persistente dipendenza dell’Italia dal gas naturale, che alimenta ancora circa il 50% della generazione elettrica netta. Quando il prezzo del gas sale — come è avvenuto a causa delle tensioni internazionali in Medio Oriente e delle difficoltà sulle rotte di approvvigionamento — l’effetto si scarica direttamente sul PUN (Prezzo Unico Nazionale), l’indice che determina il costo dell’elettricità sul mercato all’ingrosso, e di conseguenza sulle bollette dei cittadini.
Un ruolo crescente è assunto dal gas naturale liquefatto (GNL), importato principalmente via nave dagli Stati Uniti, che copre ormai circa un terzo delle importazioni totali di gas nel Paese. Una dipendenza che rende il sistema particolarmente sensibile alle fluttuazioni dei mercati internazionali.
Nell’estate 2026 la situazione è stata aggravata anche da una riduzione stagionale della produzione da fonti rinnovabili: secondo l’analisi ARERA, nel periodo giugno-settembre la generazione idroelettrica è risultata inferiore di circa il 21% rispetto agli stessi mesi del 2025, mentre quella eolica ha segnato un -13%. Di conseguenza, la generazione termoelettrica (a gas) è cresciuta di circa il 18%.
La soluzione strutturale: più rinnovabili e accumuli
ARERA indica chiaramente che il raggiungimento degli obiettivi del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) è la leva principale per affrancare il sistema elettrico dalla volatilità dei combustibili fossili. Non si tratta di un effetto immediato sulla bolletta del mese prossimo, ma di un percorso strutturale: più energia prodotta da sole e vento significa meno ore in cui è il gas a fare il prezzo sul mercato.
I dati del 2026 mostrano già una tendenza positiva: è aumentato il numero di ore in cui il prezzo dell’elettricità è stato determinato dalle rinnovabili non programmabili e dalle importazioni, riducendo il ruolo del gas. Nelle ore di picco estivo, idroelettrico programmabile, pompaggi e sistemi di accumulo elettrochimico hanno contribuito in misura crescente a coprire la domanda.
Vigilanza sui prezzi: ARERA indaga sul capacity withholding
In una fase di prezzi così tesi, ARERA ha intensificato l’attività di controllo sul mercato. Dell’Acqua ha confermato lo svolgimento di indagini mirate ad accertare eventuali condotte di manipolazione del mercato, con particolare attenzione al cosiddetto capacity withholding: la pratica di trattenere deliberatamente capacità produttiva disponibile per creare scarsità artificiale e far salire i prezzi all’ingrosso. A fine luglio 2026 è stato varato anche un nuovo provvedimento per la concorrenza, con l’obiettivo di prevenire manovre speculative.
Mercato libero o tutele: i numeri per i consumatori
L’audizione ha fornito dati concreti sui prezzi effettivamente pagati dai clienti domestici (aggiornati a luglio 2026), che mostrano differenze significative tra le diverse tipologie di offerta:
| Tipo di offerta | Prezzo medio (€/kWh) |
|---|---|
| Servizio a Tutele Graduali (STG) | 0,25 |
| Mercato tutelato (vulnerabili) | 0,29 |
| Mercato libero – offerte fisse | 0,34 |
| Mercato libero – offerte variabili | 0,39 |
Il Servizio a Tutele Graduali ha garantito, secondo ARERA, un risparmio medio del 36% rispetto alle offerte variabili del mercato libero e del 26,5% rispetto alle offerte fisse. Per i clienti con consumi bassi (sotto i 1.000 kWh/anno) il vantaggio sale fino al 56,2%.
In questo contesto si inserisce una proposta del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) di prorogare lo STG dal 31 marzo 2027 al 31 dicembre 2027 per microimprese, PMI e clienti domestici non vulnerabili. Dell’Acqua ha precisato che ogni decisione sulla proroga spetta al legislatore, non all’Autorità di regolazione.
Cosa può fare il cittadino
In un momento di prezzi elevati e transizione ancora in corso, ARERA ricorda l’importanza della consapevolezza dei consumatori. In particolare, segnala la necessità di tutelare gli 8 milioni di clienti vulnerabili ancora sul mercato libero, promuovendo l’uso del Portale Consumi e del Portale Offerte per confrontare le proposte disponibili e prevenire rischi di povertà energetica.
- Se sei ancora sul mercato libero, confronta la tua offerta con le condizioni dello STG o del mercato tutelato (se ne hai diritto come cliente vulnerabile).
- Se ritieni di avere diritto al bonus sociale elettrico, verifica i requisiti e controlla che sia applicato correttamente in bolletta.
- In caso di anomalie nella bolletta o di contratti non richiesti, puoi presentare un reclamo al tuo fornitore e, se necessario, attivare la procedura di conciliazione.




