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Gas quasi +10% a luglio: cosa significa per la bolletta

A luglio 2026 il prezzo del gas naturale per i clienti nel Servizio di tutela della vulnerabilità ha registrato un aumento significativo. Secondo quanto comunicato da ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, il prezzo della materia prima è salito del 9,7% rispetto a giugno, raggiungendo quota 56,69 euro/MWh. Un livello che, stando alle serie storiche, non si vedeva dal 2022.

Chi è coinvolto da questo aumento

L’incremento riguarda direttamente gli oltre 2,3 milioni di utenti ancora nel Servizio di tutela della vulnerabilità, ovvero quella fascia di clienti — anziani, persone in difficoltà economica, soggetti fragili — per i quali il prezzo del gas è ancora amministrato dall’Autorità e non dipende da un contratto sul mercato libero.

Per tutti gli altri consumatori con contratti a prezzo variabile sul mercato libero, l’impatto può essere indiretto ma comunque rilevante: come spiega l’Unione Nazionale Consumatori (UNC), il mancato disaccoppiamento tra gas ed elettricità fa sì che l’aumento del gas si rifletta anche sul prezzo della luce.

Quanto pesa sull’anno?

Secondo i calcoli di ARERA, il +9,7% di luglio si traduce — nell’ipotesi teorica di prezzi costanti per i prossimi dodici mesi — in un aggravio di circa 131 euro annui per il cliente tipo vulnerabile. La spesa totale annua per il gas (dal 1° luglio 2026 al 30 giugno 2027) salirebbe così a 1.478 euro. Aggiungendo i 633 euro stimati per l’elettricità, la spesa energetica complessiva annua per un cliente vulnerabile tipo arriverebbe a 2.111 euro.

La preoccupazione dei consumatori: lo scenario autunnale

Il dato di luglio preoccupa non solo per il presente, ma soprattutto per quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi. Secondo il Salvagente, che riporta le dichiarazioni di Marco Vignola, vicepresidente dell’UNC: «Il prezzo del gas decolla. Si tratta del terzo prezzo più alto dall’inizio delle serie storiche. Bisogna tornare al 2022 per battere questo record».

Vignola aggiunge: «Sono scattate le speculazioni che, per fortuna, non incideranno sulle famiglie, considerato che a luglio l’uso è solo per la cottura cibi, ma che destano grande preoccupazione, essendo un’avvisaglia di quello che potrà accadere a ottobre, all’inizio della stagione termica, se la situazione in Medio Oriente non sarà risolta e la navigazione nello Stretto di Hormuz non sarà ripresa regolarmente».

Il riferimento è al conflitto in Iran: secondo uno studio dell’UNC, da febbraio 2026 — ossia da quando è scoppiato il conflitto — i clienti vulnerabili pagano il gas il 22,3% in più e la luce il 13,1% in più.

Cosa può fare il cittadino

In un contesto di prezzi in risalita, è utile tenere sotto controllo alcuni aspetti concreti:

  • Verificare se si ha diritto al bonus gas o al bonus elettricità: le agevolazioni per i clienti vulnerabili o in difficoltà economica vengono applicate automaticamente tramite l’ISEE, ma vale la pena controllare di essere in regola con la dichiarazione.
  • Controllare il tipo di contratto: chi è sul mercato libero con un contratto a prezzo variabile è più esposto alle oscillazioni. Può valere la pena confrontare le offerte disponibili.
  • Verificare le proprie abitudini di consumo: anche piccoli accorgimenti — come ridurre i tempi di cottura o usare elettrodomestici più efficienti — possono aiutare a limitare l’impatto in bolletta.
  • In caso di anomalie in bolletta, è sempre possibile presentare un reclamo scritto al proprio fornitore e, se non si riceve risposta soddisfacente, attivare la procedura di conciliazione presso ARERA.

L’autunno si avvicina e con esso l’accensione dei riscaldamenti. Monitorare l’evoluzione dei prezzi nelle prossime settimane sarà fondamentale per farsi trovare preparati.

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