Con un ottobre che si conferma più mite del solito, il tema dell’accensione dei riscaldamenti torna al centro del dibattito. Secondo quanto riportato da QuiComo, il Codacons ha formalmente chiesto di posticipare la data di avvio degli impianti di riscaldamento in Lombardia, portando a supporto della richiesta tre argomenti distinti: le temperature ancora elevate per il periodo, il caro bollette che pesa sui bilanci familiari e le preoccupazioni legate all’inquinamento atmosferico.
Perché il Codacons chiede il rinvio
La richiesta dell’associazione dei consumatori si basa su una valutazione che intreccia aspetti economici e ambientali. Un ottobre con temperature sopra la media rende, di fatto, superfluo l’utilizzo del riscaldamento per diversi giorni: accendere gli impianti prima del necessario significa consumare gas o altri combustibili senza un reale beneficio termico per le abitazioni.
Dal punto di vista economico, il peso delle bollette del gas è ancora significativo per molte famiglie italiane. Posticipare anche solo di qualche giorno l’accensione dei termosifoni si traduce in un risparmio concreto sui consumi, e quindi sulla spesa finale in bolletta. Dal punto di vista ambientale, invece, ritardare l’avvio degli impianti contribuirebbe a ridurre le emissioni inquinanti, un tema particolarmente sensibile nella Pianura Padana.
Come funziona la normativa sulle zone climatiche
In Italia, le date di accensione e spegnimento dei riscaldamenti sono regolate in base alle zone climatiche, classificate dalla lettera A alla lettera F in ordine crescente di rigidità del clima. La Lombardia, a seconda delle aree, ricade principalmente nelle zone E e F, dove la stagione di riscaldamento può partire indicativamente dal 15 ottobre. Tuttavia, i Comuni hanno la facoltà di anticipare o posticipare questi periodi in presenza di condizioni meteo eccezionali.
È proprio su questa leva che il Codacons sembra fare leva: chiedere alle autorità locali e regionali di esercitare questa flessibilità normativa per tutelare sia i portafogli dei cittadini sia la qualità dell’aria.
Cosa significa per la bolletta del gas
Per i cittadini, il messaggio pratico è chiaro: ogni giorno in meno di riscaldamento acceso corrisponde a un risparmio reale. In un contesto in cui il prezzo del gas, pur sceso rispetto ai picchi del 2022, rimane su livelli superiori al passato, la gestione attenta dei consumi è uno degli strumenti più efficaci a disposizione delle famiglie.
Alcuni comportamenti utili da adottare in attesa dell’avvio ufficiale della stagione termica:
- Verificare che i propri impianti siano stati sottoposti alla manutenzione annuale obbligatoria, per garantirne l’efficienza e ridurre i consumi;
- Controllare se si ha diritto al bonus sociale gas, che riduce la spesa in bolletta per le famiglie in difficoltà economica o numerose;
- Valutare l’uso di sistemi alternativi e meno costosi per i momenti di freddo occasionale, come coperte termiche o abbigliamento adeguato, prima di ricorrere al riscaldamento centralizzato o autonomo.
Il ruolo dei Comuni e dei cittadini
L’iniziativa del Codacons ricorda ai cittadini che le decisioni sull’accensione dei riscaldamenti non sono scontate né immutabili. I Comuni lombardi possono intervenire con ordinanze specifiche, e i residenti hanno tutto l’interesse a monitorare le comunicazioni degli enti locali per capire quando e come sarà possibile accendere gli impianti nella propria area.
Chi abita in condomini con riscaldamento centralizzato può segnalare all’amministratore condominiale la propria posizione, chiedendo che vengano rispettate le disposizioni normative e che l’accensione avvenga solo quando effettivamente necessaria, nel rispetto delle temperature di legge e delle eventuali ordinanze comunali.




