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venerdì, Ottobre 16, 2026
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Telemarketing selvaggio: il governo vuole allargare le maglie

Cosa sta succedendo con le norme sul telemarketing

Chi pensava che le chiamate dei call center fossero destinate a diminuire potrebbe dover ricredersi. Secondo quanto riportato da Lorenzo Misuraca su Il Salvagente, il governo ha espresso parere favorevole a un emendamento che rischia di peggiorare le tutele dei cittadini contro il telemarketing selvaggio, proprio mentre era in discussione una norma che avrebbe finalmente esteso le protezioni già esistenti per luce e gas anche alla telefonia.

Il disegno di legge e l’emendamento che lo indebolisce

Il punto di partenza è il ddl n. 1942, proposto dai senatori della Lega Garavaglia, Romeo e altri, con l’obiettivo di estendere alla telefonia le stesse regole anti-telemarketing già in vigore per i settori dell’energia elettrica e del gas. Una misura attesa da molti consumatori, stanchi di ricevere chiamate commerciali indesiderate.

Tuttavia, secondo quanto denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, è arrivato un emendamento firmato dai senatori Orsomarso e Tubetti di Fratelli d’Italia che ne stravolge lo spirito. Come spiega Dona: «In pratica, con l’emendamento si vuole estendere la possibilità che hanno le aziende di contattare per telefono i propri clienti che hanno espresso specifico consenso anche ad altre aziende che hanno acquisito partecipazioni di controllo. Si sblocca, insomma, il cross-selling tra aziende controllate, moltiplicando in tal modo le chiamate, in barba agli italiani che sono arcistufi di ricevere telefonate».

In parole semplici: se oggi dai il consenso a essere contattato dalla tua compagnia telefonica, domani quel consenso potrebbe valere automaticamente anche per le sue società controllate, che operano magari in settori diversi. Il risultato? Più chiamate, non meno.

Cosa significa per i cittadini

Per chi riceve già numerose telefonate commerciali indesiderate, questa modifica rappresenta un passo indietro significativo. Le norme sul telemarketing sono nate proprio per tutelare il consumatore: il consenso deve essere informato, specifico e riferito a chi lo raccoglie, non trasferibile liberamente a società collegate.

Se l’emendamento venisse approvato nella sua forma attuale, i cittadini potrebbero trovarsi a ricevere chiamate da aziende alle quali non hanno mai dato esplicitamente il permesso di contattarli, semplicemente perché hanno un rapporto contrattuale con una società del medesimo gruppo.

Il ruolo dell’Antitrust e delle associazioni

La vicenda si intreccia con una segnalazione inviata pochi giorni prima dall’Antitrust al Parlamento e al governo, che indicava possibili problematiche per la concorrenza legate alle attuali normative sul telemarketing. Secondo la fonte, a sollecitare l’Autorità erano state sette organizzazioni, tra cui — in modo sorprendente — alcune associazioni di consumatori, che chiedevano un allentamento delle regole per i call center.

Cosa può fare il cittadino oggi

In attesa di capire come evolverà l’iter parlamentare, i consumatori hanno già oggi alcuni strumenti a disposizione per difendersi dalle chiamate indesiderate:

  • Iscriversi al Registro delle Opposizioni, che consente di bloccare le chiamate commerciali indesiderate sia su numeri fissi sia su cellulari.
  • Segnalare le chiamate ricevute in violazione delle norme al Garante per la protezione dei dati personali.
  • In caso di contratto non richiesto attivato a seguito di una telefonata, presentare reclamo scritto all’operatore e, se necessario, attivare la procedura di conciliazione presso i servizi di risoluzione alternativa delle controversie.

Seguire l’evoluzione di questa normativa è importante: le regole sul consenso al contatto commerciale riguardano direttamente la qualità della vita di milioni di italiani ogni giorno.

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